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call centerRiduzione della pressione fiscale, regolazione delle gare al massimo ribasso e un ripensamento degli appalti. Erano queste le soluzioni che Assocontact, l’associazione nazionale dei contact center in outsearching, aveva presentato nei mesi scorsi ai ministri di competenza per risolvere le difficoltà che stanno colpendo l’intero settore.

Parole, però, rimaste inascoltate, come sottolinea il presidente Umberto Costamagna in una lettera inviata alle istituzioni e ripresa da Corriere delle Comunicazioni. “Sono sempre più numerose e spesso drammatiche – spiega Costamagna – le notizie di crisi che quotidianamente arrivano da diverse regioni italiane relative a crisi occupazionali e d’impresa del nostro settore. E sempre quotidianamente osserviamo, leggiamo e ascoltiamo levarsi da più parti grida e allarmi, tutti giusti e precisi: ma, ad oggi siamo fermi alla politica degli annunci e delle intenzioni. Fatti: pochi, anzi pochissimi e, in qualche caso, incoerenti”.

L’invito è soprattutto rivolto al Governo che dopo “le convergenze trovate a parole”, ha assunto “comportamenti che sembrano andare in direzione ostinata e contraria a quanto dichiarato e promesso nei mesi scorsi”.

Al centro della polemica anche l’ipotesi di un’abolizione o modifica, nel prossimo Job Act, del contratto a progetto per lavoratori che svolgono attività outbound nei call center. “Insieme alle organizzazioni sindacali siamo stati il primo e forse unico esempio in Italia ad aver regolamentato la disposizione legislativa della legge Fornero sui lavoratori a progetto, definendo compensi minimi retributivi e diritti dei lavoratori. […] Come facciamo, come imprese, a pianificare una politica di sviluppo con questa incertezza, che coinvolge più di 35.000 lavoratori, con il rischio di una delocalizzazione massiva dell’intero settore? Questa incertezza, questa attesa, unita a quella della politica governativa sul regime della tassazione Irap, deve finire. Le imprese e i lavoratori hanno bisogno di certezze e di concretezza per poter impostare il proprio futuro e cercare di risolvere i problemi che ci attanagliano”.