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MailDeliverability. Letteramente indica la capacità di un documento di arrivare a destinazione. In realtà, soprattutto nell’email marketing, significa molto di più. Perchè al contrario della posta tradizionale non basta arrivare, ma è fondamentale trovare il modo migliore per poter farsi leggere.

Se al tempo delle lettere bastava affidarsi ad un buon postino, ora serve molto di più. Perchè oltre ad inviare nel modo corretto le email, bisogna prestare molta attenzione anche al contenuto e alle immagini che inviamo. Finire nella cartella Spam vuole dire non soltanto non riuscire a farsi leggere, ma anche rovinare la propria reputazione, influenzando negativamente anche gli invii futuri.

Ogni provider di posta elettronica ha una serie di filtri attraverso i quali passano tutte le email in arrivo. I filtri controllano in modo particolare due elementi:

la reputazione del mittente;
il contenuto del messaggio.

Per quanto riguarda la reputazione, i provider controllano l’IP di provenienza, verificando se il mittente è considerato Spammer o meno. Più gli utenti classificano i nostri messaggi come posta indesiderata più la nostra IP perde reputazione e le nostre email probabilmente finiranno direttamente nello Spam. Un circolo chiuso che rischia di compromettere tutti i nostri invii.

Per non rischiare di finire nella posta indesiderata bisogna perciò prestare molta attenzione al tipo di contenuto che inviamo. Ad esempio, più immagini inseriamo più abbiamo la probabilità di finire tra le maglie del filtro dei provider. Un corretto contenuto dovrebbe contenere circa l’80% di testo e il restante 20% di immagini. Ancora meglio sarebbe inviare in formato testuale, senza nessuna immagine. Anche il tipo e il numero di colori incide in maniera notevole ed è consigliabile usare solo il bianco e il nero.

I filtri riescono anche a captare alcune parole “pericolose”, che tendenzialmente identificano l’intero contenuto come indesiderato. Sono parole come “gratis”, “vinci”, “soldi”, etc. Frasi ed espressioni che diventano ancora più pericolose se contenute nell’oggetto oppure nel nome del mittente del messaggio. Stesso discorso per il numero di lettere maiuscole e per i caratteri speciali.

Piccoli accorgimenti che oggi, e più che mai in futuro, sono necessari per farsi leggere dai nostri destinatari. E non rischiare di compromettere tutta la nostra attività.