{"id":25186,"date":"2015-09-02T18:11:15","date_gmt":"2015-09-02T16:11:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.adsalsa.com\/?p=25186"},"modified":"2015-09-02T18:11:15","modified_gmt":"2015-09-02T16:11:15","slug":"email-marketing-le-regole-per-diminuire-i-disiscritti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.adsalsa.com\/it\/email-marketing-le-regole-per-diminuire-i-disiscritti\/","title":{"rendered":"Email Marketing: le regole per diminuire i disiscritti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.adsalsa.com\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Disiscritti-email-1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-25188 size-medium alignright\" src=\"https:\/\/www.adsalsa.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Disiscritti-email-300x300.jpg\" alt=\"Disiscritti email\" width=\"300\" height=\"300\" \/><\/a>Ogni invio di email marketing, anche i migliori, prevedono sempre un momento di sconforto. Controlliamo le aperture, i click, le leads e poi il nostro occhio cade purtroppo sul numero di disiscritti. Avere un certo numero di utenti che non sono pi\u00f9 interessati ai nostri messaggi \u00e8 inevitabile, per\u00f2 non \u00e8 detto che nel tempo questo valore non possa diminuire. Per aiutarci in questo compito <strong>Silverpop<\/strong> (gruppo IBM) ha stilato, all\u2019interno della \u201c<strong>Unsuscribe best practices guide: How to Decrease Database Churn and Strengthen Your Marketing Program<\/strong>\u201d, una serie di consigli pratici. Vediamoli insieme.<\/p>\n<p><strong>1. Capire perch\u00e8 gli utenti si disiscrivono<\/strong><\/p>\n<p>Al momento della disiscrizione \u00e8 sempre utile chiedere all\u2019utente il motivo, in modo da rendere i messaggi pi\u00f9 rilevanti o sapere se le nostre comunicazioni arrivano correttamente. Principalmente sono due i motivi pi\u00f9 frequenti per i quali un utente si disiscrive: le troppe email e l\u2019irrilevanza dei contenuti. Ovviamente i due fattori sono collegati in quanto gli utenti sono disposti a tollerare un alto numero di messaggi solo se sono rilevanti.<\/p>\n<p>Offrire un\u2019alternativa alla disiscrizione pu\u00f2 essere perci\u00f2 un primo step per non perdere utenti. Alcuni iscritti, infatti, vogliono solo cambiare l\u2019indirizzo email, diminuire la frequenza dei messaggi o cambiare i contenuti preferiti.<\/p>\n<p><strong>2. Capire come i disiscritti influenzano la crescita del database<\/strong><\/p>\n<p>Per capire l\u2019impatto e i costi dei disiscritti bisogna conoscere due dati fondamentali:<\/p>\n<p>&#8211; la percentuale di disiscritti (se \u00e8 in crescita o in calo);<br \/>\n&#8211; il numero di nuovi iscritti che bisogna attirare per continuare a far cresce la lista.<\/p>\n<p>Mediamente l\u2019unscribe rate dovrebbe oscillare tra 0,15-0,50%. Sembra poco, ma se pensiamo ad un database di un milione di utenti, ad ogni invio perdiamo circa 5mila contatti, arrivando a 260mila disiscritti all\u2019anno inviando una newsletter settimanale. Per far crescere il database quindi bisogner\u00e0 tenere sempre in considerazione anche la percentuale di discrittti. Se, ad esempio, il nostro database di un milione di utenti dobbiamo farlo crescere del 20% in un anno, bisogner\u00e0 aggiungere ai 200mila nuovi utenti anche gli oltre 260mila che si disiscriveranno. Anche solo un unscribe rate dello 0,5% diventa perci\u00f2 un costo notevole.<\/p>\n<p><strong>3. Costruire un efficace unscribe program<\/strong><\/p>\n<p>Nella maggior parte delle normative riguardanti la privacy e il trattamento dati basta inserire un link con la scritta \u201cCancellati\u201d oppure \u201cNon voglio pi\u00f9 ricevere email\u201d per agire legalmente. Ma per costruire un efficace unscribe program, che non abbia conseguenze negative sulla nostra reputazione e sul nostro brand, \u00e8 necessario seguire anche queste semplici regole.<\/p>\n<p>&#8211; Un chiaro e funzionante unscribe link. Per non entrare nello spam \u00e8 necessario aver un link nominato in base alla reale funzione che permette di svolgere, come, ad esempio, \u201cdisiscriviti\u201d, \u201ccambia il tuo indirizzo email\u201d, \u201ccambia le preferenze della newsletter\u201d, etc.<br \/>\n&#8211; Un link ben visibile. Solitamente si tende a inserire l\u2019unscribe link alla fine dell\u2019email in modo da nasconderlo o renderlo poco visibile. Ma molti utenti se non trovano facilmente il link per disiscriversi classificheranno l\u2019email come spam, compromettendo qualsiasi invio futuro. Perci\u00f2 pu\u00f2 essere utile inserire anche un link in testa all\u2019email.<br \/>\n&#8211; Facilitare l\u2019azione. Per farlo si pu\u00f2 compilare automaticamente il form per la disiscrizione con l\u2019indirizzo email dell\u2019utente.<br \/>\n&#8211; Offrire alternative. Non tutti quelli che cliccano sul link di disiscrizione vogliono davvero cancellarsi: alcuni vogliono aggiornare il loro indirizzo email, ricevere meno messaggi o diverse tipologie di contenuto. Se si decide di fornire queste possibilit\u00e0 \u00e8 importante utilizzare link specifici che rimandino alle singole pagine.<\/p>\n<p><strong>4. Rispettare le regole<\/strong><\/p>\n<p>Anche se si trova al punto 4, il rispetto delle regole \u00e8 sempre il primo passo da fare nel momento in cui si lancia una campagna di email marketing. Ecco alcune regole generali per rispettare le leggi dei principali mercati mondiali (Unione Europea, UK, USA, Canada, Australia e Giappone).<\/p>\n<p>&#8211; Avere un link di disiscrizione funzionante o un indirizzo email al quale mandare la richiesta di cancellazione con le relative istruzioni per farlo.<br \/>\n&#8211; Il link deve essere facilmente individuabile.<br \/>\n&#8211; Una volta cancellato, all\u2019utente non devono essere pi\u00f9 inviate email: a seconda dei diversi Paesi c\u2019\u00e8 tempo fino a 10-15 giorni per adeguarsi.<br \/>\n&#8211; Il link per disiscriversi non deve essere temporaneo.<\/p>\n<p><strong>5. Ridurre e minimizzare i disiscritti<\/strong><\/p>\n<p>Cambiare le condizioni che spingono gli utenti a disiscriversi pu\u00f2 essere un passo fondamentale per far crescere la lista senza ulteriori grandi investimenti. Il primo obiettivo \u00e8 perci\u00f2 quello di rendere interessante il nostro programma di email marketing agli utenti. Per farlo bisogna:<\/p>\n<p>&#8211; Creare un programma di acquisizione utente su misura dei loro interessi, usando i dati in nostro possesso per creare diversi gruppi di invio. Anche a seconda del diverso tipo di canale o promozione attraverso il quale gli utenti si iscrivono si possono programmare diversi tipi di invio.<br \/>\n&#8211; Utilizzare messaggi automatici per aumentare la partecipazione degli iscritti e la rilevanza dei contenuti. In questo modo si pu\u00f2 escludere dall\u2019invio il target che probabilmente non \u00e8 interessato ad un certo messaggio e in questo modo diminuire le disiscrizioni. Inoltre programmare automaticamente la frequenza delle email aiuta a non mandare troppi o troppo pochi messaggi ad un determinato target.<br \/>\n&#8211; Ampliare l\u2019ambito dei messaggi. Non sempre gli utenti sono interessati a comprare, perci\u00f2 bisogna tenere alta la partecipazione degli iscritti con delle \u201cwhite space\u201d email. Per farlo bisogna raccogliere contenuti che possono interessare al target della lista, mandare messaggi di auguri per le ricorrenze, intervistare dipendendenti dell\u2019azienda, etc..<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni invio di email marketing, anche i migliori, prevedono sempre un momento di sconforto. Controlliamo le aperture, i click, le leads e poi il nostro occhio cade purtroppo sul numero di disiscritti. 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